cherubino

Il Teatro Didattico di Ateneo si racconta nel primo anno di attività

Nuofan è uno studente di Biotecnologie e partecipa al Laboratorio di Teatro Didattico dell’Università di Pisa.

Elisa, invece, studia Chimica, Daniele Diritto d’impresa, mentre Sara, Elena, Davide, Eleonora, Matteo frequentano Discipline dello spettacolo e della comunicazione e tutti loro si sono conosciuti grazie al Teatro di Ateneo.

S’intrecciano culture, discipline, percorsi scientifici con percorsi umanistici al Laboratorio teatrale universitario. Alessio è di Economia, mentre Irene di Filologia e Storia dell’antichità ed Emilia Maria studia Filosofia. Tutti i Dipartimenti vi sono rappresentati e moltissimi corsi di laurea. Prospero ha un nome perfetto per fare teatro, come il protagonista della Tempesta shakesperiana, ma non è un attore, è uno studente di Fisica, insieme a Maria e Francesco. Anche Giorgio Angelo, futuro informatico, frequenta il Laboratorio teatrale, dove ha conosciuto Diana ed Emanuela, studentesse di Informatica umanistica. Chiedere loro, per esempio, come percepiscono lo spazio in cui si stanno muovendo significa ascoltare risposte diverse, che incrociano saperi e punti di vista: lo sguardo di Annalista che studia Linguistica è differente da quello di Leonard Nathan, Josilda e Maria Laura, che si stanno preparando per diventare ingegneri rispettivamente energetici, informatici e gestionali, o da quello di Cristina, dottoranda in Matematica, ma il loro modo di vedere trova punti di contatto e arricchisce la formazione reciproca; come capita a Elena, Carlotta, Maurilio e Alessia che studiano Medicina e hanno scoperto, durante il laboratorio, come il teatro possa essere uno strumento pedagogico fondamentale per le professioni socio-sanitarie. Può sembrare naturale che chi studia Storia e Forme delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei nuovi Media sia interessato al teatro, come accade a Filippo, ma ci sono anche delle sorprese: Joseph e Alessia frequentano Scienze agrarie e sono presenti assiduamente, si divertono e a loro dire stanno imparando molto in ambito relazionale e comunicativo, per la loro crescita non solo personale ma anche professione; così come Luigina di Scienze per la Pace e, non ultima, Alessia, studentessa di Scienze Politiche.

Vederli lavorare insieme è molto emozionante, perché fa toccare con mano quella dimensione interdisciplinare e interculturale tanto auspicata ma che troppo spesso resta sulla carta, mentre qui diviene realtà, pratica di lavoro costante, spazio di condivisione. Il giorno degli incontri è il venerdì, lo spazio al momento è un’aula del Polo Carmignani, ma è già in atto una collaborazione con il Contamination Lab al Polo Le Benedettine. La prima operazione che studentesse e studenti compiono appena arrivano in aula è togliere le sedie, fare spazio per lavorare in piedi, in movimento oppure seduti in cerchio. La lezione frontale non è contemplata; la dimensione comunitaria e la fiducia nel gruppo sono elementi fondamentali per iniziare il percorso di teatro didattico. Si tratta di circa tre-quattro ore di lavoro a settimana, che si andranno intensificando nei giorni che precederanno il debutto con lo spettacolo finale del primo anno di lavoro, l’anno pilota del progetto.

Il Teatro Didattico di Ateneo, infatti, è di recente costituzione. È stato creato all’interno del Teaching and Learning Center, grazie alla collaborazione tra il prorettore alla didattica Giovanni Paoletti, la direttrice del Centro, Elettra Stradella, il referente della Faculty development, Filippo Chiarello, e sotto la direzione di Eva Marinai (docente di Discipline dello spettacolo) e Mario Morroni (docente di Economia politica). Numerosi docenti e ricercatori dell’Ateneo pisano hanno sostenuto la sua fondazione e hanno contribuito a sensibilizzare la comunità scientifica e quella studentesca sull’importanza di un Teatro universitario per la città. La pratica teatrale, peraltro, è da sempre strumento privilegiato di integrazione, inclusione e pari opportunità, anche nell’ottica delle attività di orientamento per le scuole superiori, della formazione continua e della terza missione dell’Università.

Gli operatori teatrali che si occupano anche della direzione artistica sono Franco Farina, drammaturgo e regista, e Cristina Lazzari, attrice e regista, entrambi collaboratori del Teatro Verdi di Pisa e docenti a contratto per il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere.

Al link sottostante è possibile trovare, in sintesi, gli obiettivi del Teatro Didattico di Ateneo, la composizione del Comitato Scientifico, e i dettagli sul Laboratorio che si svolge da ottobre a giugno configurandosi come attività trasversale che dà diritto a crediti formativi. Agli incontri già strutturati si aggiungono poi attività seminariali di approfondimento con esperti esterni. Quest’anno accademico gli approfondimenti hanno riguardato la gestione del movimento nello spazio (con Serena Gatti), l’espressione vocale Lichtenberger Methode® (con Ilaria Savini), la scrittura scenica e la lettura drammatizzata (con Patrizia Pasqui).

Il bando per iscriversi, aperto a studenti e dottorandi/e dell’Università di Pisa, esce ogni anno, a settembre. Il primo anno accademico, nel primo giorno di apertura del bando, abbiamo ricevuto più di trecento domande per trenta posti disponibili. Un grande successo. Ad oggi il laboratorio è attivo con partecipanti provenienti da tutti i Dipartimenti dell’Ateneo pisano, che a giugno (data in corso di definizione) metteranno in scena una performance presso il Teatro Nuovo, a ingresso gratuito.

https://teachinglearningcenter.unipi.it/teatro-didattico-di-ateneo/

Per informazioni: teatroateneo@unipi.it

Torna in cima